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- PrOgEtti: paSSionE peR l'iMMagiNe -
paSSionE peR l'iMMagiNe
progetto di Fabio Pironti
testo a cura di Maristella Bonomo
Presentazione
L’immagine contiene, nella sua essenza, la possibilità di condividere con gli altri il fatto di essere in due luoghi contemporaneamente, nell’io che guarda e nel momento custodito dall’immagine. Un montaggio di sequenze frammentate, modificate, sovrapposte, conduce il fruitore dalla realtà che propone l’immagine all’interiorità dell’esperienza personale. La sovrimpressione è il meccanismo che, nella stessa immagine, accosta due oggetti, crea un ponte di senso, attribuisce un ricordo o un’azione ad un soggetto. I frammenti della memoria dell’artista, le sue immagini, si intersecano, si incastrano tra le note e nei suoni come respiri. L’immagine riaffiora chiamata dal ritmo e nel ritmo si fa portatrice di senso. Nel mixage di immagini estrapolate e modificate o create ex-nihilo (quelle digitali) il videomaker decide la traiettoria: le immagini, decontestualizzate o create dal nulla, sono portatrici di un valore assoluto. La dislocazione del significato, l’alternarsi e il sovrapporsi del soggettivo all’oggettivo, gli accostamenti, le associazioni, le sovrimpressioni, le ridondanze, le ripetizioni rafforzano l’idea dell’immagine come presente che accade ogni volta che qualcuno lo guarda. L’immagine incarna un’idea, l’immagine come strategia e come coscienza critica.
Video: Conflitto
Traccia audio: 1977
Il conflitto è un momento, innanzi tutto, della memoria. Nel presente di ogni persona coesistono in un flusso incontrollato di immagini, tutti i momenti che la persona ha vissuto, registrato e che la rendono quella che è nel suo presente. Il conflitto è in due corpi vicini, negli istanti di attrazione e repulsione. Il conflitto è il potere, le leggi oscure delle verità che mai verranno svelate, i numeri che seguono l’ordine e il comando di chi decide e non ha un volto o forse ne ha troppi perché la colpa possa essere riscattata. Il conflitto in ciò che non si vede ma chiede di essere mostrato. La proibizione come conflitto: riduce l’uomo ad una serie limitata di gesti, rallenta la sua corsa, il suo cammino. Il conflitto è innato, appartiene all’uomo come una delle sue due mani. Ogni conflitto genera tensione. La tensione è il motore della scoperta, l’altezza che permette di superare ogni limite. Il conflitto nella tensione muscolare, nelle lancette di un altimetro, nella partenza di un missile che vince la forza di gravità. O come un mappamondo che gira dietro la bomba atomica.
Video: Ideali
Traccia audio: No God
L’ideale come aspirazione alla libertà. Un ideale che può arrivare ad uccidere la parte divina di ogni uomo, un ideale che può trasformarsi in guerra. Un dio che può essere la macchina, la miniera, qualcosa per cui combattere, vincere o morire. Un ideale che assolve le mancanze, l’impossibilità. Il bianco e nero delle immagini indica il loro percorso nella storia, una corsa verso la distruzione. Le mani delle idee ammanettate sul caos, gli ideali imprigionati nella rete del potere. La libertà del corpo, del movimento e della volontà minacciata da un oggetto: una bomba in una valigetta. L’ideale che si trasforma in un mostro robotico capace di tutto e senza alcuna coscienza. Un ideale che condiziona una nazione, l’abitudine, la struttura del pensiero. Ma l’ideale sono anche le potenzialità dell’uomo: il tuffo, il volo, lo slancio, la forza interiore che si trasforma in un gesto olimpionico, in genuflessione. Un’idea, diceva Godard, è un momento del corpo.
Video: Paura
Traccia audio: Dead Fish
La paura è un sentimento contraddittorio. Viene spesso associata all’ombra, al buio, alle deformazioni del buio. È un sentimento a cui ci abituano sin da bambini, un ricatto, ma anche uno stimolo all’autodifesa. La paura si legge nello sguardo di un bambino che non sa cosa sta accadendo, nella cavità di una bocca quando si spalanca in grido, la paura è la più spontanea delle manifestazioni espressive. Uno sguardo può provocare paura, con la stessa immediatezza di uno sparo. La paura di cosa potrebbe accadere se qualcuno facesse girare la serratura della porta di casa. Paura di tutti coloro a cui non hai saputo parlare. Paura di rimanere imprigionato nei tuoi limiti, ingannato, di dover soccombere nel silenzio mentre il resto del mondo prosegue. Paura che la follia venga scambiata per malattia. Paura degli occhi strani e profondi della verità. Paura di svegliarti in un luogo che non conosci, paura che i tuoi sogni si dissolvano in un riso cattivo. Paura di aver sempre visto, sentito e capito tutto, come un bambino indifeso in un applauso fuori luogo. |
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